02 Nov Cybersecurity in Italia: aziende più preparate, ma ancora vulnerabili nella gestione degli attacchi informatici
Cybersecurity in Italia: aziende più preparate, ma ancora vulnerabili nella gestione degli attacchi informatici
Il Cyber Barometer 2025 di EY evidenzia progressi nella sicurezza informatica delle imprese italiane, ma anche importanti criticità nella capacità di affrontare le emergenze. Solo il 6,7% delle aziende analizzate raggiunge il livello massimo nella gestione dei piani di risposta agli incidenti.
La sicurezza informatica sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie delle imprese italiane. Gli investimenti aumentano, le misure di protezione diventano più strutturate e cresce la consapevolezza dei rischi legati agli attacchi informatici. Tuttavia, essere protetti non significa necessariamente essere preparati a gestire un’emergenza.
È quanto emerge dall’EY Cyber Barometer 2025, l’indagine che ha analizzato il livello di maturità della cybersecurity in oltre 300 società italiane sottoposte a revisione finanziaria. Il quadro restituisce un sistema imprenditoriale in evoluzione, ma ancora caratterizzato da vulnerabilità significative, soprattutto nella gestione delle crisi e nella continuità operativa.
Cybersecurity aziendale: cresce la maturità, ma restano importanti criticità
Secondo i dati riportati da EY, il livello complessivo di maturità della sicurezza informatica nelle imprese italiane si attesta intorno al 55%, rispetto al 46% della precedente rilevazione. Un risultato incoraggiante, che deve tuttavia essere interpretato considerando l’ampliamento del campione analizzato.
Un altro elemento interessante riguarda la progressiva riduzione del divario tra piccole e medie imprese e grandi aziende. Le PMI raggiungono un livello di maturità del 46,5%, mentre le organizzazioni di maggiori dimensioni si attestano intorno al 50%.
Le differenze diventano più evidenti osservando i singoli settori: le imprese digitali e ICT raggiungono livelli di maturità compresi tra il 65% e il 67%, mentre le realtà manifatturiere e tradizionali si collocano generalmente tra il 35% e il 50%.
Questi risultati evidenziano come la protezione dei dati aziendali e delle infrastrutture informatiche non sia ancora affrontata con la stessa attenzione in tutti i comparti produttivi. Eppure, oggi, anche una piccola impresa può subire conseguenze economiche e operative importanti a seguito di un attacco informatico.
Attacchi informatici: il vero problema è sapere come reagire
Uno degli aspetti più significativi dell’indagine riguarda la capacità delle aziende di affrontare concretamente un incidente informatico.
Il 54,6% delle organizzazioni analizzate ottiene un punteggio intermedio nella formalizzazione dei piani di risposta agli incidenti, mentre soltanto il 6,7% raggiunge il livello massimo. Quasi il 19% presenta invece procedure assenti, insufficienti o prevalentemente informali.
Ancora più significativo è il dato relativo ai piani di continuità dei sistemi IT: appena il 4,6% delle imprese raggiunge il livello più elevato di maturità.
Si tratta di un aspetto spesso sottovalutato. Un attacco ransomware, una violazione dei dati o un’interruzione dei sistemi informatici possono compromettere l’operatività di un’azienda, rallentare la produzione, bloccare le comunicazioni e mettere a rischio informazioni riservate.
Disporre di antivirus, firewall e sistemi di protezione rappresenta una parte fondamentale della strategia di cybersecurity, ma non è sufficiente. Le imprese devono anche sapere come intervenire quando qualcosa non funziona, quali sistemi ripristinare prioritariamente e come limitare le conseguenze economiche di un’interruzione.
La differenza, quindi, non è soltanto nella capacità di prevenire un attacco, ma anche nella rapidità con cui un’azienda riesce a tornare operativa.
Protezione dei dati e continuità operativa: una priorità anche per le PMI
Il report richiama l’attenzione anche sulla sicurezza dei fornitori e dei servizi esterni, elementi sempre più integrati nei processi aziendali. Una vulnerabilità presente nell’infrastruttura di un partner tecnologico può infatti rappresentare un punto di accesso per attacchi informatici capaci di coinvolgere più organizzazioni.
Per questo motivo, una strategia efficace di sicurezza informatica deve comprendere non soltanto strumenti tecnologici adeguati, ma anche verifiche periodiche, procedure di ripristino, sistemi di backup e una chiara definizione delle responsabilità.
Per le PMI, che spesso non dispongono di un reparto IT interno strutturato, affidarsi a consulenti specializzati può rappresentare una scelta strategica. L’obiettivo non è necessariamente introdurre tecnologie sempre più complesse, ma individuare soluzioni proporzionate alle esigenze, alle dimensioni e ai rischi effettivi dell’attività.
La cybersecurity non riguarda più esclusivamente il reparto informatico: è una componente della gestione aziendale, direttamente collegata alla produttività, alla reputazione e alla fiducia di clienti e partner commerciali.
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Perché investire nella sicurezza informatica non significa soltanto proteggersi da una minaccia, ma creare le condizioni per lavorare, innovare e crescere con maggiore tranquillità.
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